mercoledì 20 giugno 2007

Afghanistan - una guerra che non può essere vinta.

L'Afghanistan è stata la tomba delle ambizioni imperiali di diverse potenze nella storia. Negli anni ottanta l'invasione del paese è costata una sconfitta cocente all'Unione Sovietica. Leggete al proposito le illuminanti considerazioni di William Pfaff: l'Afghanistan diventerà probabilmente la "tomba della NATO" (non lo dico io, lo dice lui...).

In questo taccuino vorrei limitarmi a seguire gli eventi e, di tanto in tanto, proporre qualche approfondimento. Ecco la notizia di ieri, pubblicata sui giornali a fianco della liberazione dell'operatore di emergency Rahmat Anefi.

(AGI/REUTERS) - Kabul, 19 giu. - La battaglia di Uruzgan va avanti mentre i talebani conquistano posizioni nella provincia di Kandahar. Gli ultimi tre giorni di combattimenti nel sud dell'Afghanistan tra le forze della Nato e le milizie talebane non hanno risparmiato i civili. Almeno sessanta sono morti, secondo diverse fonti locali ma il bilancio e' stato smentito dal ministero dell'Interno che ha fornito un numero di vittime civili molto piu basso. "Dieci civili sono stati uccisi dai talebani e 18 sono rimasti feriti", ha detto il portavoce Zemarai Bashary dopo le notizie diffuse dal capo del Consiglio provinciale di Uruzgan.

La Nato si e' limitata a precisare che nei combattimenti, cominciati nel distretto di Chora e ancora in corso, hanno perso la vita una cinquantina di talebani. "La battaglia a Uruzgan prosegue", ha affermato, e quanto alle notizie che riferiscono di un "gran numero di vittime civili", l'Alleanza ha avviato un'indagine ma ha messo subito le mani avanti: "I talebani sono i principali responsabili della morte di civili", ha detto il portavoce maggiore John Thomas.

L'agenzia Acbar, che riunisce un centinaio di ong tra afghane e straniere, ha accusato le forze occidentali e l'esercito di aver causato la morte di almeno 230 civili nei primi quattro mesi del 2007. Almeno sette bambini afghani e altri tredici civili erano rimasti uccisi ieri in un bombardamento aereo compiuto dalla coalizione multinazionale a guida Usa contro una 'madrasa', una scuola coranica, annessa a una moschea del distretto di Zarghoun Shah, nella provincia sud-orientale di Paktika, a circa 180 chilometri da Kabul.

Intanto, i talebani conseguono successi militari sul terreno. Le milizie hanno preso il controllo del distretto meridionale di Myanishen, un'area montuosa nella provincia di Kandahar. Il distretto e' stato evacuato, ha ammesso il capo della polizia provinciale, Esmatullah Alizai, che ha definito l'abbandono del'area una "ritirata tattica". Uno dei principali portavoce dei Talebani, Yousuf Ahmadi, ha frattanto annunciato pero' che i miliziani integralisti hanno conquistato i capisaldi delle autorita' locali, impadronendosi dei loro veicoli e di altro materiale di proprieta' governativa. (...)
(AGI)

Domanda: quanti talibani devono essere uccisi per dichiarare il successo della guerra NATO? E poi: quante morti civili sono (siamo) disposti a tollerare?
Ah, a proposito: i Talebani, cosa ci hanno fatto?
Benvenuti al mio blog "Universita' e pace". Sono i due grandi temi di cui mi occupo, e vorrei impiegare questo strumento come taccuino di appunti e modo semplice per scambiare idee con colleghi, studenti e amici.
Pace: il mio lavoro è la ricerca, la formazione e gli interventi nelle situazioni di conflitto.
Nello specifico: mi sono avvicinato da giovanissimo al mondo della nonviolenza e alla pace. Ho lavorato per molti anni sui Balcani (Bosnia-Erzegovina, Kosovo) e continuo a seguire la politica internazionale e i conflitti contemporanei. Da diversi anni, inoltre, mi sono avvicinato al campo della mediazione dei conflitti interpersonali, sociali e interculturali.
Università
: oltre a essere il mio datore di lavoro (precario), è o dovrebbe essere il luogo in cui si formano le giovani generazioni e dove viene effettuata la ricerca scientifica. Ma avremo modo di parlarne più da vicino (spero).
A regime, da questa pagina gli interessati potranno accedere a miei scritti su internet, a siti di informazione non precotta, e ad altri siti e blog "affini".
Buona lettura, e buona scrittura!
g.s.